Le conferme della Legge di Bilancio

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Il documento in discussione conferma le agevolazioni del Piano Industria 4.0, ma anche gli annunciati investimenti per la formazione e la crescita. Ma si attende la firma…

La Legge di Bilancio (nota anche con il nome di Finanziaria) è in discussione in questi giorni e dovrebbe contenere importanti novità per il mondo industriale.

Quasi scontata, anche se manca ancora la firma definitiva, la proroga del Piano Industria 4.0. Infatti, si legge nel documento, “sono prorogate per l’anno 2018 le misure di superammortamento e di iperammortamento, che consentono alle imprese ed ai professionisti di maggiorare le quote di ammortamento dei beni strumentali, a fronte di nuovi investimenti effettuati (commi 14-20)”.

 

La formazione prima di tutto

Come si legge in un documento diffuso dal Centro Studi Senato e da quello della Camera, un'innovazione importante (peraltro già ampiamente anticipata) riguarderà la formazione professionale, con “un credito d'imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, prevedendo uno stanziamento di 250 milioni di euro (per il 2019). Il credito è ammesso fino ad un importo massimo annuo di 300.000 euro per ciascun beneficiario. Entro tale limite, la misura del beneficio è pari al 40 per cento delle spese effettuate nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e relative al costo aziendale dei lavoratori dipendenti, per il periodo in cui essi siano occupati nelle attività di formazione suddette (commi 25-35)”.

 

Misure per la crescita

Oltre alla formazione, dovrebbero arrivare conferme e novità relativamente alle“Misure per la crescita e politiche fiscali”. Il documento evidenzia infatti “sotto il profilo degli interventi a sostegno delle imprese, il rifinanziamento per complessivi 330 milioni di euro nel periodo 2018-2023 della cosiddetta Nuova Sabatini, misura di sostegno volta alla concessione alle micro, piccole e medie imprese di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cosiddetti investimenti “Industria 4.0”: big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID), tracciamento e pesatura di rifiuti”.

Quasi scontato, in questo ambito, la conferma del “meccanismo preferenziale per gli investimenti “Industria 4.0”, cui viene riservata una quota pari al trenta per cento (anziché al venti per cento) delle risorse stanziate. Il relativo contributo statale in conto impianti rimane maggiorato del 30% rispetto alla misura massima concessa per le altre tipologie di investimento ammissibili. I termini per la concessione dei finanziamenti sono prorogati fino ad esaurimento delle risorse disponibili (commi 22-24)”.

 

Più capitale immateriale

Un'ultima nota riguarda l'istituzione di “un Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2018 e 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 volto a finanziare progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia. La definizione annuale degli obiettivi di politica economica ed industriale da perseguire con il Fondo è demandata ad una delibera del Consiglio dei ministri. (commi 641-643)”.