Fabio Perini lancia il Tissue Performance Center

Di scena al MIAC 2019, la centrale di controllo intelligente creata con SoftJam si basa su tecnologia Microsoft Azure

Fabio Perini, specialista italiano nella fornitura di macchinari e servizi di trasformazione e confezionamento della carta tissue, ha annunciato Tissue Performance Center, un progetto innovativo sviluppato con la collaborazione di SoftJam.

Presentato in occasione del MIAC 2019, di scena a Lucca fino a venerdì 11 ottobre, annunciato Tissue Performance Center fa leva sulla piattaforma cloud e sulle tecnologie Microsoft per l’analisi dei dati al fine di proporre una centrale di controllo innovativa.

Basata su tecnologie Microsoft, cloud Azure, IoT, Machine Learning e Advanced Analytics, l’ultima nata di scena alla 26esima edizione della mostra internazionale dell’industria cartaria, consente il monitoraggio continuo delle macchine della Fabio Perini installate nelle linee di produzione presenti in tutto il mondo.

Come funziona la soluzione

Nello specifico, la soluzione si basa su un’architettura sviluppata dalla stessa Fabio Perini, che permette di connettere i macchinari per monitorarne il funzionamento in modo accurato e costante. I dati raccolti vengono memorizzati sul cloud Azure di Microsoft che, grazie alla potenza computazionale e alla scalabilità, fornisce la possibilità di usufruire di ingenti volumi di storage.

Attraverso le tecnologie Microsoft IoT, i dati vengono raccolti, aggregati e trasformati in informazioni utili per una pianificazione consapevole delle attività; mentre Power BI, la piattaforma di analisi e business intelligence di Microsoft, rende la fruizione delle informazioni estremamente semplice e intuitiva, anche da remoto da qualsiasi dispositivo mobile.

In questo modo, sarà possibile consultare in qualsiasi momento i dati relativi all’andamento dei macchinari connessi attraverso dashboard personalizzate, progettate appositamente per rendere la fruizione dei dati più efficiente possibile.

Oltre all’andamento produttivo, sulla piattaforma è possibile rilevare anche eventuali anomalie dei macchinari: gli algoritmi riescono a evidenziare discrepanze tra i dati previsti e quelli inviati dai macchinari, come ad esempio la ricezione nelle ultime 6 ore di almeno 3 allarmi, che hanno generato un downtime complessivo superiore ai 30 minuti.

In caso di anomalie, gli utenti ricevono un alert tramite sms o email, di modo che possano verificare la natura della segnalazione e intervenire tempestivamente.

Già pronta una seconda fase del progetto

Fabio Perini, insieme a SoftJam, ha già previsto una seconda fase del progetto Tissue Performance Center. La mole di dati storicizzati nel cloud sarà utile per lo sviluppo di analisi predittive. Pertanto, la soluzione di Advanced Data Analysis non solo sarà in grado di apprendere i comportamenti standard dei macchinari e rilevare eventuali anomalie, ma anche di trovare pattern in dati apparentemente non correlati e suggerire una soluzione.

La manutenzione preventiva dei macchinari, pianificata sulla base di dati oggettivi e analisi avanzate, determinerà una riduzione dei fermi linea, garantendone l’efficienza produttiva.

 

 

Come riferito in una nota ufficiale da Mario Zucca, Delivery Director di SoftJam: «Da parecchi anni siamo attivamente impegnati nel settore dati e AI, creando una divisione appositamente dedicata a queste tematiche. Grazie alla collaborazione con Microsoft, abbiamo avuto la fortuna di confrontarci con alcuni tra i più importanti progetti italiani nell’ambito della data platform su Azure. Da diversi mesi abbiamo attivato collaborazioni con le principali Università impegnate nel campo del Machine Learning. Abbiamo subito abbracciato la sfida del Tissue Performance Center presentataci da Fabio Perini. Una strategia aziendale “data-oriented” è sicuramente vincente sia nel breve che nel medio periodo. La piattaforma Azure, peraltro, offre strumenti sempre più evoluti per affrontare gli scenari complessi che ci vengono, sempre più frequentemente, proposti dai clienti. La sfida è ardua, per gli obiettivi, per le tecnologie e per le persone che dovranno dominare questi strumenti e fornire ai rispettivi clienti soluzioni sempre più innovative con servizi che, molto spesso, sono ancora da immaginare. SoftJam intende proprio supportare realtà di qualsiasi settore dimensione in questo percorso».

Per Antonio Mosca, Head of Digital Transformation di Fabio Perini: «In un mercato così complesso – che richiede un ciclo continuo di innovazione digitale – solo la creazione di un ecosistema tra partner industriali, clienti e centri di ricerca garantisce il successo. Con Microsoft, SoftJam e l’Università di Pisa siamo riusciti a costruire una squadra vincente per offrire ai nostri clienti una soluzione all’avanguardia che ci consenta di tenere sotto controllo tutti i parametri fondamentali dell’OEE (Overall Equipment Effectiveness) e individuare dai dati spunti diagnostici – e presto, tramite l’applicazione ai dati raccolti di tecnologie di Intelligenza Artificiale, anche preventivi e predittivi – per migliorare continuamente l’OEE».