Piano Industria 4.0, delusione dal DEF

Deluso, per ora, chi si aspettava ulteriori incentivi per la digitalizzazione dei processi produttivi in ottica Industria 4.0. Il DEF ribadisce solo quanto già scritto nella Finanziaria di dicembre, con un’apertura al Green

Il Piano Industria 4.0, che dal 2020 è stato sostituito dal Credito d’Imposta 4.0, attende ancora i decreti attuativi. Ovvero i documenti in cui vengono illustrate, nel dettaglio, le modalità di attuazione delle indicazioni fornite dalla Legge di Bilancio, emanata nel dicembre del 2019.

Nell’attesa, complice l’emergenza Corona Virus, il 24 aprile è stato emanato il DEF -Documento di Economia e Finanza. Questo atto formale, in passato chiamato Documento di programmazione economica finanziaria – DPEF, fissa tutte le politiche economiche e finanziarie.

È quindi il documento di riferimento, che servirà per ispirare tutti i successivi decreti. Presentando il DEF, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri ha ribadito la difficile situazione nazionale.  “I sacrifici che gli italiani stanno sostenendo sono elevatissimi, le perdite umane assai dolorose, l’impegno di finanza pubblica senza precedenti. Verranno sicuramente tempi migliori e l’Italia dovrà allora cogliere appieno le opportunità della ripresa mondiale con tutta la maturità, coesione, generosità e inventiva che ha mostrato in queste difficili settimane”.

Una premessa di circostanza, che anticipa le attese fortemente negative. La previsione del PIL per l’anno in corso è infatti quella di una contrazione pari all’8,0%.“ Con un indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche al 10,4% del PIL. Per il 2021, il DEF prevede un rimbalzo consistente dell’economia italiana con il PIL in crescita del 4,7%”.

Lo stesso Ministero ha però anticipato che il Governo fornirà nuovi stimoli.  “Il Governo è al lavoro su un nuovo decreto che, riprendendo gli interventi del Cura Italia, rafforzandoli e prolungandoli nel tempo, e introducendo altre misure. Comporta uno scostamento di 55 miliardi in termini di maggiore indebitamento netto su quest’anno e 5 miliardi a valere sul 2021, al netto dei maggiori oneri sul debito pubblico”.

Misure già note…

Al di là delle dichiarazioni, è interessante cercare, nelle 146 pagine del DEF, tutti i riferimenti espliciti al futuro del Piano Industria 4.0. Bisogna però arrivare sino a pagina 117 “IV.3 LA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA: LE PRINCIPALI MISURE”. In questo capitolo sono presenti una serie di indicazioni più specifiche. “A sostegno della competitività e dello sviluppo delle imprese si prevede la trasformazione del super e dell’iper-ammortamento in crediti d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali sia materiali che immateriali, compresi quelli funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello industria 4.0 (complessivamente circa 1,1 miliardi nel 2021). Contestualmente si proroga per il 2020 il credito d’imposta per la formazione finalizzato all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal piano nazionale impresa 4.0 (0,15 miliardi nel 2021)”.

Green, quali novità?

Nelle righe successive, il documento fa riferimento agli incentivi per la cosiddetta svolta green dell’industria italiana.  “È, inoltre, introdotto un nuovo credito d’imposta per investimenti in ricerca e innovazione tecnologica 4.0, con un beneficio potenziato in favore dei processi ecosostenibili e finalizzati all’economia circolare (circa 0,23 miliardi nel 2021)”.

Anche in questo caso, però, non ci sono elementi concreti rispetto alla Finanziaria e a quanto anticipato dal Ministro.  Già a novembre, Patuanelli aveva annunciato “un nuovo assetto, che attraverso una programmazione pluriennale possa supportare PMI e Grandi imprese verso una transizione tecnologica che premi anche la sostenibilità ambientale”.

Di sostenibilità ambientale si parlerà diffusamente nel corso del ciclo di Webinar, ReStart in Green, in programma dal 27 al 30 aprile.

Le aziende aspettano i decreti

Per quanto riguarda Industria 4.0, al di là delle stime economiche, il documento non introduce quindi nessuna novità significativa rispetto a quanto già scritto nella Finanziaria.

Anche nelle righe successive, infatti, non si trovano indicazioni particolari. Vengono solo menzionate “altre misure per il rafforzamento del sistema produttivo riguardano i rifinanziamenti del fondo di garanzia per le PMI (circa 1,4 miliardi nel periodo 2019-2021). Il credito di imposta per l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive con sede nelle regioni del Mezzogiorno (circa 0,7 miliardi nel 2020) e l’agevolazione per l’acquisizione di beni strumentali c.d. “Nuova Sabatini” (circa 0,2 miliardi nel biennio 2020-2021). La legge di bilancio proroga le detrazioni fiscali per le spese relative agli interventi di efficientamento energetico”.