Ecco il piano Industria 4.0

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Anche l’Italia ha un proprio piano, basato su sgravi fiscali e crescita delle competenze specifiche






Dopo Germania, Francia e Stati Uniti, anche l’Italia ha un proprio piano per l’Industria 4.0. Un progetto, ambizioso, basato innanzitutto su una “cabina di regia”, criticata ancor prima della sua presentazione per il rischio di creare l’ennesimo “carrozzone”.

Al di là delle polemiche, la prima leva per gli investimenti in Industry 4.0 è rappresentata dagli aspetti fiscali e, in particolare, dall’ “iperammortamento”, che permetterà di ammortizzare al 250% i beni Industria 4.0, con un risparmio fiscale per le aziende valutato in 360mila euro. Sempre per quanto riguarda gli aspetti fiscali, il credito d’imposta passerà da 300 a 500mila euro. Infine, per le start up innovative, è prevista una detrazione fiscale elevata al 30% rispetto all’attuale 19%.

Più competenze

Per competere sui mercati internazionali, a fronte di tecnologie innovative e ancora poco note in ambito manifatturiero, servono però competenze. Da qui l’ipotesi di far aumentare gli esperti di settore, puntando a raggiungere 200mila studenti universitari e 3mila manager specializzati sui temi dell’Industry 4.0. Inoltre, nelle intenzione del Governo, dovrebbero raddoppiare gli studenti iscritti agli istituti tecnici superiori. Mentre le università avranno 1.400 dottorati di ricerca focalizzati sulle tematiche dell’Industria 4.0.

Per raggiungere un simile obiettivo, il Governo stanzierà 700 milioni di euro, puntando sull’implementazione della “Scuola digitale”, con progetti di “pensiero computazionale” già a partire dalla scuola primaria e che comprederanno anche percorsi formativi focalizzati su queste tematiche. Verranno poi lanciati corsi universitari specializzati, dottorati e sviluppati autentici Competence Center. Affinché questo si realizzi, però sarà necessario uno sforzo anche da parte dei privati, che dovranno investire altre 100 milioni di euro sugli stessi capitoli di spesa.

Quasi anticipando le osservazioni di molte aziende, che ancora soffrono per il Digital Divide, il Ministro Calenda si è detto sicuro che, entro il 2020, il 100% delle aziende italiane sarà raggiunto da connessioni a 30 Mbps e il 50% delle aziende potrà accedere addirittura ai 100 Mbps.

Ecco i conti del ministero

Per far decollare l’Industria 4.0 in Italia, il Governo ha messo a bilancio 13 miliardi di euro che, a loro volta, dovrebbero stimolare investimenti per 10 miliardi da parte di privati su tecnologie e beni Industria 4.0.

Un fattore che favorirà l’impiego, da parte dei privati, di oltre 11 miliardi per ricerca, sviluppo e innovazione. Altri 2,6 miliardi arriveranno dal rafforzamento della finanza a supporto, che prevede anche acceleratori di impresa e “assorbimento perdite start-up da parte di società sponsor”, oltre a fondi dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti innovativi.

L’intero progetto, ha concluso il Ministro Calenda, sarà completato da un “piano di comunicazione mezzo stampa generalista, web e social media per sensibilizzare il settore industriale sulle tematiche Industria 4.0 e sui temi di innovazione digitale”.