PTC e IMA: un’alleanza strategica per la digitalizzazione

La digitalizzazione delle macchine richiede la collaborazione fra aziende leader. PTC e Gruppo IMA hanno scelto di potenziare la propria collaborazione

 

Innovazione e digitalizzazione sono ormai l’imperativo per qualunque azienda manifatturiera, chiamata a competere sui mercati internazionali. Sfide ulteriormente accentuate dalla crisi attuale, che ha limitato le possibilità di spostamento anche dei tecnici di assistenza. La situazione ha così evidenziato come la digitalizzazione e i servizi di assistenza remota possano davvero fare la differenza. È nata da queste considerazioni la decisione di rafforzare ulteriormente la partnership tra gruppo IMA e PTC.

Proprio IMA, con 6.200 dipendenti e 45 impianti costruttivi distribuiti in tutto il mondo, è oggi un’azienda di riferimento nell’ambito della produzione di macchine automatiche per il settore farmaceutico e alimentare. Un’attività indirizzata soprattutto all’export, che genera il 90% del fatturato annuale.

Del resto, come spiega Paolo Delnevo,  Vice President SER & GM Italy di PTC, da anni PTC è un fornitore di riferimento per IMA. Ma negli ultimi mesi la partnership si è rafforzata, poiché sono stati accelerati alcuni progetti di digitalizzazione sui quali si lavorava da anni: “Nella situazione di incertezza generale, Ima ha siglato un accordo strategico pluriennale con PTC. Credo che questo sia davvero il momento ideale per stringere queste alleanze, poiché siamo entrambi convinti che il legame tra due aziende leader fornisca un ulteriore impulso ai progetti tecnologici, che rappresentano l’elemento fondamentale per la competitività futura nei mercati di riferimento.

 

Adesso siamo connessi

Un progetto nel quale IMA crede fortemente, al punto di aver creato IMA Digital già nel 2016, con l’obiettivo di recepire tutte le tecnologie e le esperienze necessarie per massimizzare efficienza ed efficacia delle macchine targate IMA. Una convinzione da cui, come spiega il coordinatore del gruppo di lavoro Pier Luigi Vanti, “sono scaturiti 25 progetti focalizzati su organizzazione interna, processi Industria 4.0, Servitisation e Smart Machines. Le nostre macchine erano già molto digitalizzate, ma sino a pochi anni fa non connesse e i dati non venivano analizzati da remoto. I nuovi progetti su cui abbiamo lavorato con PTC, invece, ci permettono di raccogliere e analizzare i dati legati alle nostre macchine installate ovunque nel mondo”. Il risultato più evidente di questa nuova strategia è rappresentato dalla possibilità di operare interventi di manutenzione preventiva e predittiva, con un’attenzione specifica alle tematiche di Cybersurity”.

 

Ecco il DNA della tua macchina

In questo nuovo scenario, uno dei progetti più affascinati messi in campo da IMA è sicuramente DNA MAP che, come spiega la responsabile Martina Stefanon, vuole evolvere dai “servizi con i prodotti al centro, a un nuove servizio che pone il cliente al centro”. Quello che sembra un gioco di parole è invece una svolta epocale, poiché i dati raccolti vengono condivisi, attraverso semplici cruscotti, con il cliente stesso, creando un rapporto di reciproca fiducia. Una nuova modalità che si rivela utile anche nella fase di sviluppo di nuove macchine, oltre che nella capacità di massimizzare l’efficienza di quanto già installato.

È questa una modalità concreta per creare valore, partendo dalla piattaforma di PTC, rispondendo in modo concreto alla necessitò di innovazione dei clienti. “Abbiamo abbracciato il potere dei dati – ha sintetizzato Stefanon – che offrono grandi possibilità”.  A partire dalla possibilità, offerta ai clienti, di monitorare in autonomia tutti i dati raccolti, per poi confrontarsi con i singoli specialisti di IMA.

Accanto alla DNA MAP, Ima ha inaugurato anche la Digital Room, ovvero un team di tecnici che 24×365 monitorano tutti i parametri fisici e tecnici delle macchine installate. Questi specialisti, sfruttando gli strumenti di monitoraggio della piattaforma IIoT ThingWorx di PTC, sono in grado di rilevare immediatamente disfunzioni e derive, segnalando e rivolvendo tempestivamente qualunque problematica digitale. Ovviamente, in questo progetto, la piattaforma ThingWorx di PTC ha avuto un ruolo determinante. Ma Stefanon sottolinea il ruolo altrettanto importante svolto dal personale tecnico, in grado di supportare il cliente in tempo reale.

“Abbiamo scelto ThingWorx di PTC – ha sintetizzato Stefanon – perché dà sicurezza e affidabilità, frutto della lunga esperienza dei suoi laboratori di ricerca e sviluppo. Il tutto completato da resilienza e stabilità, oltre che dalla scalabilità nel tempo. Inoltre usiamo il Cloud di Azure. Un brand che, insieme a PTC, fornisce sicurezza ai clienti”.