Industria 4.0: Cosa ha detto Conte?

Il Premier ha ribadito il valore della digitalizzazione, ma senza assumere impegni per il rinnovo del Piano Industria 4.0. Riportiamo integralmente i passaggi dell’intervento alla Camera

Lunedì 9 settembre, prima del voto di fiducia alla Camera, il premier Giuseppe Conte ha tenuto un lungo discorso sugli obiettivi del nuovo Governo. Si è trattato di un intervento che ha visto, tra i temi centrali, quello dell’Industria e dell’Innovazione tecnologica. Argomenti molto importanti per il nostro Paese e, soprattutto, per le aziende che hanno investito o intendono investire sfruttando l’iperammortamento offerto dal Piano Industria 4.0.

Proprio per queste ragione, già nelle premesse, Conte ha sottolineato come “Le tensioni commerciali in atto e le conseguenti difficoltà di settori cruciali come quello manifatturiero, caratterizzato da una catena del valore ormai pienamente integrata fra i Paesi dell’Unione, ci obbligano a definire al più presto un’agenda riformatrice di ampio respiro e di lungo periodo per far crescere le migliori energie dell’Italia e per concorrere a rilanciare la crescita sostenibile, l’occupazione e la coesione sociale e territoriale in Europa”.

 

Lavoro, come primo tema

Alla luce di queste premesse, il primo tema trattato da Conte è stato proprio quello del lavoro: “La sfida sul piano interno è quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse. Esse si concentrano soprattutto tra i giovani e le donne, particolarmente nel Mezzogiorno”.

“Vogliamo offrire loro, come a tutti gli altri lavoratori, opportunità di lavoro, salari adeguati e condizioni di vita degne di un Paese civile, di un Paese che, fin dal 1948, ha sancito, nella propria Carta fondamentale, il diritto del lavoratore a un’esistenza libera e dignitosa. Dobbiamo perciò rimuovere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di questo primario obiettivo e che – purtroppo – sono riconducibili alle più varie cause”.

“Scarsa formazione, carente dotazione di conoscenze e di competenze, difficoltà di conciliare vita familiare e vita lavorativa” saranno al centro dell’azione di governo.

 

Più forza alla Smart Nation

Un obiettivo che non può essere raggiunto senza adeguati investimenti in innovazione: “Gli anni della globalizzazione ci hanno insegnato che solo il lavoro di qualità è una garanzia contro la povertà e contro l’insicurezza economica. Vogliamo perciò creare le condizioni affinché il tessuto del Paese sia forte e altamente produttivo e basi la sua capacità di “stare sui mercati” non sul lavoro precario e a basso costo, ma sulla qualità e l’innovazione dei prodotti. La nostra forza, che ci viene universalmente riconosciuta, è un sistema industriale in grado di far incontrare la produzione di massa con la capacità di personalizzazione del prodotto e la flessibilità nei processi. Occorre rafforzare la determinazione e l’impegno affinché questa spiccata vocazione all’innovazione possa essere adeguatamente sfruttata”.

Per questa ragione, Conte ha ribadito come “L’azione pubblica deve favorire” l’innovazione “definendo le “regole del gioco” e una visione di politica industriale, rilanciando gli investimenti pubblici e creando le condizioni materiali che consentano agli attori privati di agire, di investire, di crescere. Per questo abbiamo voluto creare un ministero dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, che aiuti le imprese, oltreché la medesima Pubblica amministrazione, a trasformare l’Italia in una vera e propria Smart Nation”.

 

Piano Industria 4.0: nessuna conferma

Alla luce di queste frasi, in molti si attendevano una conferma del Piano Industria 4.0. Ma Conte è stato molto vago: “Dobbiamo perseguire una strategia di azione che porti l’Italia a primeggiare, a livello mondiale, in tutte le principali sfide che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale: un’efficiente e razionale politica di investimenti ci consentirà di crescere nella digitalizzazione, nella robotizzazione, nell’intelligenza artificiale”.

“L’innovazione dev’essere il motore che imprime una nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società. La Pubblica amministrazione dovrà essere alla testa di questo processo realizzando le infrastrutture materiali e immateriali necessarie. In questa direzione occorrono impegni concreti. Dobbiamo lavorare perché i cittadini abbiano un’unica, riassuntiva identità digitale di qui a un anno”.

“Dobbiamo dotare il Paese di una infrastruttura di comunicazione a banda larga nei prossimi anni. Dobbiamo rafforzare gli investimenti per il fondo di venture capital e sollecitare anche gli investimenti privati nel campo della innovazione tecnologica”.

Nessuna conferma nemmeno quando ha toccato il tema Manovra 2020 e Iva. Su questo capitolo Conte si è limitato a ricordare che “che questa manovra sarà impegnativa. La sfida più rilevante, per quest’anno, sarà evitare l’aumento automatico dell’Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale”.

Volendo essere ottimisti, è però importante rimarcare come il Governo abbia preso atto dell’importanza della trasformazione in atto e la frase: “un’efficiente e razionale politica di investimenti ci consentirà di crescere nella digitalizzazione, nella robotizzazione, nell’intelligenza artificiale” lascia intendere l’obiettivo di supportare ulteriormente il cammino intrapreso.

 

Produzione sempre più green

Relativamente all’indirizzo industriale, invece, Conte ha ribadito che “Tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi” verso la promozione di “prassi socialmente responsabili” per “rendere più efficace la “transizione ecologica”” verso un “sistema produttivo” di “economia circolare” con “cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.

“Siamo di fronte a cambiamenti epocali, che impongono, a tutti i livelli di governance, di ripensare modelli economici, sociali e di tutela ambientale, per creare nuove opportunità di sviluppo personale, ridurre le disuguaglianze, fare in modo che altre non si creino in futuro e, conseguentemente, garantire l’equità intergenerazionale, per non compromettere la qualità di vita delle generazioni future”.

 

Anche l’agroalimentare sta cambiando

Un capitolo a parte è quello del settore agroalimentare, in cui l’Italia spicca anche per le proprie aziende di trasformazione. Un ruolo riconosciuto anche dal nuovo Governo: “L’agricoltura e l’agro-alimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che attendono il nostro Paese. È dunque necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le migliori e più innovative pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio; sostenere le aziende agricole promosse dai giovani; investire nella ricerca individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto dei mutamenti climatici, con particolare attenzione all’uso efficiente e attento della risorsa idrica. Riserveremo la massima attenzione al rafforzamento delle regole europee per l’etichettatura e la tracciabilità degli alimenti”.

 

Basta morti sul lavoro!

Nel proprio intervento, Conte ha voluto ricordare anche la piaga del morti sul lavoro, che ogni giorno miete tre vittime in Italia: “Intendiamo realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Il numero, ancora troppo elevato, di decessi e di gravi infortuni sul lavoro, non può essere tollerato, è un allarme al quale dobbiamo prestare la massima attenzione. Non possiamo accettare che in Italia, nello svolgimento della propria attività lavorativa, si possa morire o subire gravi e irreversibili danni fisici”.