Perché conviene puntare sulla smart factory

Uno studio del Capgemini Research Institute afferma che potrebbero accrescere l’economia globale di 1.500 miliardi di dollari entro il 2023

Le smart factory potrebbero aggiungere almeno 1.500 miliardi di dollari all’economia globale grazie a maggiore produttività, incremento di qualità e quota di mercato, insieme a una migliore customer experience.

È quanto emerge da un nuovo studio del Capgemini Research Institute, secondo cui, tuttavia, due terzi del valore complessivo devono ancora concretizzarsi: l’efficienza nella progettazione e l’eccellenza operativa attraverso le iterazioni a ciclo chiuso  permetteranno di raggiungere questi risultati. Secondo la nuova ricerca condotta interpellando 1.000 dirigenti di aziende del comparto industriale in 13 Paesi, Cina, Germania e Giappone sono i primi tre Paesi in termini di adozione delle smart factory, seguiti a stretto giro da Corea del Sud, Stati Uniti e Francia.

Convergenza IT-OT e maggiori skills le vere sfide

Il report, dal titolo “Smart Factories @ Scale”, ha identificato le due principali sfide per portare le smart factory su vasta scala: la convergenza IT-OT  e l’ampliamento della gamma di competenze e capacità richieste per guidare la trasformazione, incluse le capacità interfunzionali, le soft skill, oltre al talento digitale. Il report evidenzia inoltre come l’innovazione guidata dalla tecnologia, nell’ambito di un’«Intelligent Industry» , rappresenti per i produttori un’opportunità per cercare di creare valore di business, ottimizzare le operations e innovare per un futuro sostenibile.

Tra le emergenze emerse dallo studio, il crescente interesse e propensione mostrato dalle aziende per le smart factory : rispetto a due anni fa, oggi sempre più realtà implementano iniziative smart e un terzo delle fabbriche sono già state trasformate in strutture intelligenti. Attualmente, i produttori prevedono di incrementare del 40% il numero di smart factory nei prossimi cinque anni e di aumentare gli investimenti annui di 1,7 volte rispetto agli ultimi tre anni.

Ancora una volta, la tecnologia 5G si conferma destinata a diventare un elemento fondamentale, in quanto le sue caratteristiche offrirebbero ai produttori l’opportunità di introdurre o migliorare una varietà di applicazioni in tempo reale altamente affidabili.

Nonostante queste premesse positive, però, i produttori ritengono che sia difficile raggiungere il successo, tanto che solo il 14% degli intervistati afferma che le proprie iniziative già in atto siano “di successo”, mentre quasi il 60% delle organizzazioni dichiara di incontrare difficoltà nel portarle su scala.

Prendere esempio dagli high performer

Secondo il report, le aziende devono prendere esempio dagli high performer, che rappresentano il 10% del campione totale, investono significativamente in piattaforme digitali, disponibilità dei dati, cybersecurity, competenze e governance e hanno un approccio equilibrato tra “efficienza nella progettazione” ed “efficacia nelle operazioni”, sfruttando le potenzialità dei dati e la collaborazione.

Il report inoltre precisa che PLM , MES/SCADA  e robotica sono componenti chiave dell’architettura industriale. Tuttavia, le principali aree di investimento per le implementazioni su larga scala sono IoT e IA, che supportano operazioni data-driven, e competenze remote e mobile.

Come riferito in una nota ufficiale da Gerardo Ciccone, MALS & CPRD Director, Capgemini Business Unit Italy: «Una fabbrica è un ecosistema vivente complesso, dove la prossima frontiera è rappresentata dall’efficienza dei sistemi di produzione piuttosto che dalla produttività del lavoro. Dati sicuri, interazioni in tempo reale e connessioni tra mondo fisico e virtuale faranno la differenza. Per sbloccare tutto il potenziale della smart factory, le organizzazioni devono progettare e implementare un forte programma di governance e sviluppare una cultura di operations data-driven. Il percorso verso l’Intelligent Manufacturing rappresenta un’opportunità strategica per i produttori industriali globali, essi devono sfruttare la convergenza tra Information Technology e Operational Technology, per costruire nuovi percorsi di innovazione e creare nuovo valore per le imprese e per il sociale».