Cosa significa design e ideazione estetica?

Per ottenere il Credito d’Imposta non bastano modifiche marginali, ma occorre rivedere design ed ideazione estetica. Ma può bastare modificare il packaging

 

Il Credito d’Imposta 2020, come presentato nella Finanziaria 2020, ammette agli incentivi anche le attività di design e ideazione estetica. Ma cosa significa design e ideazione estetica? Una risposta concreta arriva dal testo integrale del Decreto Attuativo del Piano Transizione 4.0. Questo documento rappresenta la nuova versione del Piano Industria 4.0, annunciato il 28 maggio dal Ministro Patuanelli e anticipato da BitMAT. Si tratta di un approccio nuovo rispetto al passato e la risposta si trova nell’articolo 4 del Decreto Attuativo, intitolato proprio “Attività di design e ideazione estetica”.

Innovare in modo significativo

In particolare, nel comma 1, viene specificato che “si considerano attività ammissibili al credito d’imposta i lavori di design e ideazione estetica, diversi da quelli svolti nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo e di innovazione tecnologica” e che tali attività devono essere finalizzate “ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali; quali, ad esempio, le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti. A questi effetti, per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi i componenti di prodotti complessi, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici”.

Non basta cambiare colore
In Decreto attuativo riserva una particolare attenzione al settore dell’abbigliamento e, in generale, del fashion, specificando che in rinnovi stagioni non possono essere agevolati dal credito d’imposta: “Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti con riguardo ai tessuti o ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi rilevanti”. Il testo, però, esclude esplicitamente i “lavori finalizzati al semplice adattamento di una collezione o campionario esistente attraverso l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica di una sola caratteristica dei prodotti esistenti, come ad esempio la modifica unicamente dei colori, o di un elemento di dettaglio. Le attività ammissibili al credito d’imposta riguardano comunque la sola fase precompetitiva che termina con la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita”.
Un supporto diretto

Per supportare le aziende nel corretto rispetto delle nuove indicazioni normative, BitMAT ha predisposto un team di specialisti, che possono essere contattati all’indirizzo: agevolazioni4.0@bitmat.it

Il testo integrale della bozza di Decreto Attuativo può essere chiesto alla redazione inviando una mail all’indirizzo: agevolazioni4.0@bitmat.it

Cosa significa: Attività di innovazione tecnologica?