Pronto 4.0, le risposte su Industria 4.0

A SPS, Anie e Pwc rispondono ai quesiti su super e iperammortamento

E’ una partnership recente quella instaurata tra Pwc e Sps Italia, ma che sta portando a significativi risultati, anche in virtù del fatto che, come ha spiegato Ivan Lavatelli, partner Pwc, il nostro “obiettivo è quello di promuovere la rinascita tecnologica in Italia”. Anche per questa ragione Pwc ha partecipato al roadshow che ha toccato diverse città italiane e ha promosso uno studio sulla realtà delle aziende manifatturiere del nostro Paese.

Ne è emerso che l’età media degli asset delle aziende italiane è maggiore rispetto a quella dei nostri competitor tedeschi. Un gap che dovrebbe essere colmato con le agevolazioni del Piano Industria 4.0, sul quale proprio Pwc sta lavorando intensamente. Da qui la creazione, durante Sps, di “Pronto 4,0”: due importanti appuntamenti: uno sportello in cui gli esperti di operation, technology e fiscali forniranno chiarimenti sul Piano Calenda e le relative circolari, ma soprattutto l’opportunità di creare momenti di incontro personalizzati.

Un incontro per capire

Proprio gli incontri gratuiti One to One sono un’opportunità molto interessante per le aziende, ma che devono essere gestiti in modo ottimale. Lavatelli ha infatti ricordato che l’analisi personalizzata durerà un’ora. Quindi, per ottimizzare il tempo disponibile, è opportuno fissare preventivamente un appuntamento, definendo quali documenti inviare per consentire agli esperti di fornire risposte puntuali e mirate.

La scelta di offrire questo servizio è frutto anche di una survey, condotta su 500 aziende dalla stessa Pwc, da cui è emerso che solo il 5% delle realtà italiane non sono interessate alle opportunità di Industry 4%, mentre il 40% è interessato e si sta organizzando internamente per avere gli incentivi. Infine il 55% delle aziende italiane, pur dichiarandosi molto interessate, devono ancora capire come muoversi.

Un’attenzione che porterà, necessariamente, ad aumentare gli investimenti. Nell’ultimo biennio, infatti, metà delle aziende ha investito meno del 3% delle proprie revenue in digitale. Ma 2/3 di queste si è detto pronto ad aumentare gli investimenti del 15-20% all’anno.

Una disponibilità che, però, appare frenata da alcune criticità. Prima tra tutte la mancanza di cultura specifica e di una visione generale all’interno di un piano strategico. “Durante il nostro servizio di consulenza – ha spiegato Lavelli – ci sentiamo spesso chiedere se certi investimenti possono godere degli incentivi fiscali. La nostra visione è cercare di far evolvere le aziende in modo strategico, con sostenibilità dei piani di sviluppo al di là degli incentivi fiscali”.