Atos presenta la EY Digital Academy

Il gruppo è partner dell’iniziativa insieme a Cisco, Rockwell Automation e SAS, per sviluppare le competenze digitali delle PMI

EY, insieme ai partner Atos, Cisco, Rockwell Automation e SAS, ha ideato il progetto EY Digital Academy, nuova piattaforma di formazione sulle competenze digitali. Il progetto è stato presentato da Atos a Milano, presso Palazzo Mezzanotte.

Giuseppe Di Franco, CEO Global Business Unit Central Eastern Europe & Italy del Gruppo Atos, è intervenuto sulla necessità di estendere rapidamente le competenze digitali più avanzate al sistema produttivo delle PMI, che rappresentano gran parte del tessuto produttivo del Paese, incoraggiandone lo sviluppo e diffusione in modo deciso.

L’EY Digital Academy combina le esperienze delle aziende tecnologiche coinvolte nel progetto in una prospettiva aperta ad altri contributori, e crea una community al servizio di imprenditori e manager. Lo scopo del progetto è rafforzare la cultura tecnologica delle imprese italiane che intendono procedere concretamente nella innovazione e trasformazione digitale per competere in modo più efficace a livello globale.

La piattaforma, la prima in lingua italiana, offre formazione con contenuti aggiornati in tempo reale relativi a temi di settore tipici dell’Impresa 4.0 e su tematiche digitali trasversali. Uno strumento unico a disposizione delle imprese per facilitare lo sviluppo delle competenze tecnologiche e di processo di cui hanno bisogno.

Atos ha contributo all’iniziativa elaborando contenuti tecnologici in ambito IoT, Industry 4.0 e Analytics, e nella realizzazione e gestione della piattaforma digitale.

“La trasformazione digitale delle PMI deve passare necessariamente attraverso uno sviluppo delle competenze e delle conoscenze di base. Atos, attraverso l’EY Digital Academy e i partner che ne fanno parte, vuole mettere a disposizione del tessuto produttivo del Paese il know- know di cui dispone.” ha dichiarato Giuseppe Di Franco. “Questo dialogo con le PMI ci aiuta a comprendere le reali necessità e difficoltà degli imprenditori italiani e a migliorare la nostra proposizione di valore.”