Iperammortamento: quando l’interconnessione non serve più

Il Ministero prende atto del fatto che una serie di macchine sono “progettate per un unico ciclo di lavoro” e rivede il principio dell’inteconnesione eliminando uno dei requisiti obbligatori del Piano Industria 4.0

Una nuova circolare, la quinta che si aggiunge ad una serie di “Risposte” fornite dal Ministero, cambia profondamente i criteri richiesti dal Piano Industria 4.0 per ottenere le agevolazioni fiscali dell'iperammortamento.

A seguito di una serie di richieste, infatti, il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso la Circolare del 1° agosto 295485, dal titolo “Agevolazione agli investimenti in beni strumentali per la trasformazione tecnologica e digitale– Ulteriori chiarimenti concernenti il requisito dell’interconnessione per alcuni beni del primo gruppo dell’allegato A.

 

Chi può fare a meno dell'interconnesione

La normativa in vigore richiede l’“interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program”. Non tutte le macchine, però, richiedono il caricamento da remoto di istruzioni e/o part program.

La stessa circolare cita, come esempi, “alcune macchine utensili – quali trance, taglierine, seghe circolari, trapani, frantoi e mulini di macinazione”. Ovvero beni strumentali che, in quanto progettate per un unico ciclo di lavoro o per un’unica lavorazione completamente standardizzata, non necessitano di ricevere istruzioni operative né in relazione alla sequenza (temporale e/o logica) delle attività o delle azioni da eseguire, né in relazione ai parametri o alle variabili di processo”.

 

L'interconnesione non serve

Alla luce di queste considerazioni, (che potevano essere fatte anche due anni fa ndr.) la circolare continua spiegando: “Al riguardo, si ritiene che, con riferimento al rispetto del requisito dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica, per queste specifiche fattispecie l’applicazione della disciplina agevolativa non richieda necessariamente che il bene sia in grado di ricevere in ingresso istruzioni e/o part program riguardanti lo svolgimento di una o più sequenze di attività identificate, programmate e/o dettate esternamente (ad esempio da sistema informatico, da singolo utente, owner del processo etc.); è, al contrario, sufficiente che il bene sia in grado di trasmettere dati in uscita, funzionali, a titolo esemplificativo, a soddisfare i requisiti ulteriori di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto e di monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo”.

In pratica, alla luce di questa circolare estiva, viene meno (per una serie di macchine “progettate per un unico ciclo di lavoro o per un’unica lavorazione completamente standardizzata”) la richiesta di rispettare uno dei cinque requisiti obbligatori delle norma originale. La circolare, inoltre, non specifica come dovranno essere compilate le perizie, per le quali non vengono proposti nemmeno i nuovi modelli, lasciando quindi maggiore discrezionalità alle attività di consulenza.

Gli attuali modelli di perizia sono disponibili a questo link.

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Scarica la Circolare 1 agosto

L'intepretazione della Circolare fornita da Marco Belardi, presidente della Commissione UNINFO Tecnologie abilitanti per Industry 4.0, è disponibile a questo link.