Industria 4.0: credito d’imposta per altri tre anni

In attesa del Decreto, il ministro Patuanelli assicura che il credito d’imposta di Impresa 4.0 sarà prorogato per altri tre anni

Il Piano Industria 4.0, che da quest’anno vede la scomparsa dell’iperammortamento in favore di un credito d’imposta al 40%, vive ancora una fase d’incertezza. Le agevolazioni, infatti, sono valide solo sino alla fine del 2020. Ma, soprattutto, mancano ancora i decreti attuativi e alcune indicazioni presenti nella Finanziaria non sono state chiarite. In particolare, come emerso anche nel corso del Forum ReStart in Greeen, non sono state ufficializzate le misure per le aziende che investiranno in soluzioni green e indirizzate all’economia circolare. Malgrado alcune indiscrezioni di stampa, gli imprenditori che devono affrontare una serie di investimenti, soprattutto in una fase delicata come l’attuale, chiedono certezze. Certezze che, almeno nelle intenzioni, sono emerse durante il Question Time in Senato. Rispondendo alle domande sulle misure a sostegno delle imprese, il Ministro allo Sviluppo Stefano Patuanelli ha risposto alle domande proprio sui temi del futuro industriale dell’Italia.

Credito d’imposta per altri tre anni

Patuanelli ha anticipato un prossimo decreto, in cui il credito d’imposta “verrà garantito, rafforzando Impresa 4.0 e portandola ad un arco temporale di tre anni”. In questo ambito, in particolare, il credito di imposta sarà “legato alle necessarie trasformazioni delle linee produttive legate alla protezione dei lavoratori e degli imprenditori stessi dal Covid. Le imprese dovranno investire per adeguare le linee produttive per garantire il distanziamento e quegli investimenti dovranno essere sostenuti attraverso meccanismi di credito di imposta immediatamente cedibili agli istituti finanziari per creare appunto la liquidità necessaria a fare questi investimenti”.

Anticipando i contenuti del decreto, lo stesso Patuanelli ha spiegato che il Governo intende muoversi lungo tre direttrici: “fondo perduto, da un lato, ricapitalizzazioni, dall’altro, e credito di imposta per gli investimenti, come terzo elemento, non soltanto per gli investimenti in fabbrica, ma anche per il settore dell’edilizia che può essere il motore della economica del nostro Paese”.

 

In attesa del decreto

Indicazioni molto importanti quelle espresse dal Ministro. Anche perché, trattandosi di risposte ufficiali, rappresentano un impegno da parte del Governo. Il problema, però, rimane legato ai tempi di pubblicazione del Decreto stesso, ma soprattutto dei decreti attuativi. Perché le aziende hanno bisogno di ripartire al più presto e, per questo, necessitano di certezza, almeno in ambito normativo e fiscale.