Il Mise non conferma, per ora, il rinnovo del Piano Industria 4.0

Il sottosegretario Crippa, al Congresso nazionale degli Ingegneri, anticipa una maggiore attenzione alle esigenze delle Pmi, ma non si sbilancia: “Non ho modo di dire se e quali risorse ci saranno per il Piano Industria 4.0”

Non poteva mancare, tra i temi di interesse nel corso del 63° Congresso Nazionale Ordini Ingegneri in corso a Roma, l'argomento Piano Industria 4.0 e il rinnovo dell'iperammortamento. Un tema sul quale gli ingegneri, provenienti da tutta Italia, si aspettavano una risposta certa da Davide Crippa, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico. Invece Crippa si è focalizzato sulle tematiche energetiche (a lui più vicine), ma è stato incalzato soprattutto sul rinnovo degli incentivi fiscali. Senza sbilanciarsi, Crippa ha lasciato trasparire alcune nuove opportunità, soprattutto per le piccole e medie aziende italiane.

Lo stesso sottosegretario ha comunque premesso che “la Legge di Stabilità è ancora in discussione e molti aspetti dovranno essere valutati. Non ho modo di dire se e quali risorse ci saranno per il Piano Industria 4.0. É comunque intento comune del Governo quello di avere un'attenzione maggiore per le Pmi, che rappresentano il 98% del nostro tessuto produttivo”.

Guardano alla situazione attuale, benché non esistano dati certi, ma solo indicazioni preventive, Crippa ha sostenuto che “Oggi i progetti Industria 4.0 sono totalmente sbilanciati sulle grandi aziende”.

Partendo da questa considerazione, ha anticipato che si sta lavorando per capire le modalità necessarie per consentire l'accesso alle Pmi, “perché è importante che partano tanti piccoli cantieri diffusi, anche in considerazione del nostro tessuto economico: “Il tessuto produttivo italiano, spesso a gestione familiare, ci ha portati ad alti livelli di competizione sui mercati internazionali e non vogliamo stravolgere questo modello. Dobbiamo però lavorare per permette anche alle Pmi di accedere ad un percorso di trasformazione che permetta di aumentare il livello di digitalizzazione”.

 

L'automazione crea disoccupazione?

Una trasformazione che, secondo alcuni, potrebbe portare anche problemi di occupazione, con una progressiva perdita dei posti di lavoro. Un tema che Crippa ha preferito non approfondire, ma sintetizzando il proprio pensiero in poche frasi: “L'automazione potrebbe portare problematiche di occupazione, ma se non affrontiamo questa trasformazione mondiale e restiamo fermi, perdiamo solo posti di lavoro e non capiamo dove va a finire il mondo manifatturiero mondiale".