Il ministro Calenda parla di Industria 4.0

Nel corso del Videoforum di Repubblica.it, il ministro per lo Sviluppo Economico ha spiegato come gli incentivi siano soprattutto fiscali. Ma rimane qualche dubbio

Il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, intervenendo al videoforum di RepubblicaTv, ha parlato di Industria 4.0, commentando il recente piano del Governo e rispondendo a una serie di domande dei lettori. In particolare, il ministro ha sottolineato come “Il pacchetto Industria 4.0 aiuterà le imprese italiane a rilanciare la capacità competitiva, attraverso gli investimenti: farà ripartire l’economia”.

Un ottimismo che, si spera, coinvolga anche gli imprenditori, in quanto l’impiego delle tecnologie informatiche nell’ambito dell’automazione impone, necessariamente, significativi investimenti economici e di competenze. Anche per questa ragione, il piano Industria 4.0 punta molto sulla capacità di stimolare gli investimenti: “Quello che rischia di bloccare la crescita in Italia, ma anche in Europa, è proprio la mancanza di investimenti. E noi abbiamo creato un sistema di incentivi destinato a chi investe. Se non investi non spendo niente. Noi incentiviamo l’investimento, chiediamo che le industrie facciano la loro parte”.

Citando le tecnologie che potranno godere dell’iperammortamento per gli investimenti fatti nel corso del 2017 e con vantaggi fiscali negli anni successivi, Calenda ha ricordato stampante 3D, manifattura additiva e realtà aumentata.

Per rilanciare gli investimenti, inoltre, il Governo ha diffuso anche un opuscolo, destinato agli investitori internazionali, che ha suscitato non poche polemiche. Una delle ragioni per cui investire in Italia, secondo il Mise, sarebbe infatti il basso costo degli ingegneri. Una motivazione decisamente illogica, in un Paese in cui la tassazione ha portato a un elevato costo del lavoro. Senza dimenticare che la bassa retribuzione delle persone dotate di un’elevata competenza ha un solo effetto: spingerle a lasciare l’Italia. Il tutto senza dimenticare che l’Industry 4.0 è finalizzata alla produzione e non è il costo degli ingegneri a pesare in modo significativo sui costi di un’azienda manifatturiera.

Ma sulla tassazione Calenda ha tagliato corto, ribadendo: “Sì alla semplificazione dei regimi fiscali, se non nasconde un aumento e 2017 abbassiamo anche l’Ires”.

Inoltre lo stesso ministro ha ricordato che, guardando al futuro, è stato previsto lo stanziamento necessario per la creazione di “1.400 dottorati di Industria 4.0“. Il ministro non ha comunque ricordato che per i dottorandi non è previsto una stipendio, ma una borsa di studio compresa tra 800 e 1500 euro mensili.

Più export con Industria 4.0

In ogni caso il ministro si è detto sicuro che “Il pacchetto Industria 4.0 aiuterà le imprese italiane a rilanciare la capacità competitiva, attraverso gli investimenti: farà ripartire l’economia”.

Proprio per rilanciare l’export, Calenda ha annunciato che verranno introdotte 50 assunzioni per potenziare l’Ice, che dovrebbe esser sempre più “orientato a soddisfare le esigenze dei ‘clienti'”, come dovrebbe accadere per tutte le Agenzie”. Sul tema Ice è interessante ricordare che l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero venne soppresso nel luglio 2011, per esser poi ricostituito nel dicembre dello stesso anno con la denominazione di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.