La legge di bilancio 2026 aveva introdotto un credito d’imposta al 40% per le aziende agricole che avrebbero investono in digitalizzazione e macchinari intelligenti. Una misura apparentemente interessante, ma che si è rivelata un’autentica burla per le imprese del settore, sia perché lo stanziamento era irrisorio (circa 1,4-2,1 milioni di euro annui), sia perché, ad oggi, non è ancora stato pubblicato il Decreto Attuativo che permetterebbe di accedere a questa agevolazione.
Con la nuova Finanziaria 2027, che entrerà in vigore in un anno elettorale e con il settore agricolo in agitazione per l’aumento dei costi dei combustibili, si apre però qualche spiraglio. La bozza diffusa nei giorni scorsi, infatti, prevede uno stanziamento di 160 milioni di euro per il credito d’imposta Agricoltura 4.0. Anche se, a valle di un anno in cui il mercato del settore si è praticamente fermato, le risorse annunciate potrebbero essere ancora insufficienti….
Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, ha comunque salutato in modo positivo il nuovo testo. Andrea Borio, presidente di Federacma, ha infatti ricordato che “Il ministro Lollobrigida ha mantenuto la promessa e di questo gli diamo atto. Il Governo e la maggioranza hanno dimostrato una lodevole sensibilità verso le nostre istanze, confermando l’importanza di misure ormai fondamentali per la tenuta del settore. Dopo dieci mesi di sostanziale paralisi degli investimenti, finalmente arriva un segnale concreto. Ma è una soddisfazione a metà, perché 160 milioni di euro rappresentano una risposta ancora insufficiente per un comparto che deve recuperare quasi un intero anno di fatturato”.
“Per comprendere la portata dell’intervento – continua Borio – basti pensare che, ipotizzando un’aliquota del credito d’imposta del 40%, i 160 milioni annunciati potrebbero attivare circa 400 milioni di euro di investimenti. Una cifra utile, ma che rischia di esaurirsi nell’arco di pochi mesi, considerando la domanda accumulata. Occorre uno stanziamento più robusto, capace di sostenere nel tempo il rinnovamento del parco macchine agricolo nazionale, ancora caratterizzato da mezzi obsoleti. Investire in tecnologie moderne e nell’agricoltura di precisione significa aumentare la produttività delle imprese, ridurre l’impatto ambientale e, soprattutto, migliorare la sicurezza degli operatori. Il rinnovo dei mezzi rappresenta infatti una leva fondamentale per prevenire i drammatici infortuni che continuano a verificarsi nelle campagne, spesso proprio a causa dell’utilizzo di macchinari superati”.
Non possiamo perdere altro tempo
Pura apprezzando l’apertura del Governo, Borio non nasconde la necessità di agire rapidamente a livello burocratico: “Non possiamo permetterci di aspettare altri mesi. È indispensabile chiarire subito le regole di accesso e individuare una soluzione che consenta di chiudere i contratti e sbloccare gli investimenti già programmati, recuperando quanto più possibile del fatturato perduto nel 2026. Per molte aziende, concludere le operazioni entro la fine dell’anno può fare la differenza tra salvare il bilancio e chiuderlo con perdite pesanti. Il nostro auspicio è che i 160 milioni siano soltanto il primo passo e che, nel corso dell’iter parlamentare, si possano individuare ulteriori risorse. Ringraziamo il Ministro per aver dato seguito agli impegni assunti, ma chiediamo al Governo uno sforzo aggiuntivo e tempi certi. Dopo dieci mesi di difficoltà, non possiamo rischiare di ripartire per poi fermarci nuovamente dopo pochi mesi. Serve continuità, perché senza un mercato stabile non c’è futuro né per la distribuzione né per l’industria italiana delle macchine agricole”.
