In cerca del 5G per la competitività anche dell’agricoltura

Federico Barone, Responsabile Agronomico di TERRASHARP, pone l’accento su potenzialità e limiti del 5G nel comparto agricoltura 4.0

Per TERRASHARP, progetto che offre servizi innovativi con focus sulla viticoltura di precisione, nato nel 2017 da GreenSharp, società specializzata nel settore IT, le premesse per ipotizzare una svolta importante nel comparto dell’agricoltura 4.0 ci sono tutte.

Come realtà che punta a sostenere l’efficienza e la sostenibilità del comparto vitivinicolo mediante l’utilizzo di tecnologie avanzate per l’acquisizione di informazioni sui vigneti, TERRASHARP è convinta che il 5G consentirà l’adozione di soluzioni innovative.

Si pensi, ad esempio, alla capacità computazionale potenzialmente illimitata del cloud, il cui maggior ostacolo attualmente deriva dalla scarsa larghezza di banda e dall’instabilità della connessione. Non è troppo avveniristico, allora, immaginare trattori connessi che utilizzano algoritmi di image recognition per operare autonomamente o sensori in grado di fornire in tempo reale indicazioni sulle problematiche riscontrate in vigneto.

Anche il mondo delle rilevazioni da drone è destinato a cambiare: in un futuro non troppo lontano sarà possibile pilotare i velivoli anche a grande distanza e in piena sicurezza, favorendo le operazioni di monitoraggio da remoto. Con l’introduzione dello standard 5G, inoltre, i droni potrebbero volare anche in modo autonomo, consentendo così di destinare più tempo alle attività di pianificazione delle missioni e di elaborazione dei dati in tempo reale da parte dei tecnici per una consulenza pressoché immediata sulle problematiche.

Queste evoluzioni aiuteranno a risolvere i principali problemi della sorveglianza effettuata con gli UAV, ossia i tempi di spostamento tra un sito e l’altro e la possibilità di volare oltre la linea visiva del pilota. Inoltre, se il singolo agricoltore si doterà di un drone, potrà farlo volare grazie ai servizi di pilotaggio di società specializzate. Questo aiuterà a incrementare la diffusione dell’agricoltura di precisione che, in Italia, ferma a circa l’1% della superficie coltivata, secondo i dati Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise dell’Università degli Studi di Brescia, favorendo anche un’ulteriore riduzione dei costi dei servizi stessi.

«Tuttavia – come riferito in una nota ufficiale da Federico Barone (nella foto), Responsabile Agronomico di TERRASHARP oltre ad augurarci che lo standard 5G non deluda le aspettative, confidiamo soprattutto che la sua diffusione sia più capillare dell’attuale 4G. Infatti, uno dei problemi maggiori che stiamo riscontrando è quello del digital divide. Secondo i dati recenti di OpenSignal, nelle zone rurali il segnale 4G copre per il 71% del tempo, ma in base alla nostra esperienza questo dato è piuttosto ottimistico. Capita spesso che si pianifichino tutte le attività che necessitano di connettività alla rete, per poi trasferirsi nei vigneti oggetto di indagine dove la qualità del segnale è generalmente bassa o assente, aspetto che rallenta inevitabilmente le operazioni e la possibilità di fruizione dei dati».

Da qui la consapevolezza espressa ancora da Barone, secondo cui: «Se lo standard 5G riuscirà a superare i limiti di velocità, diffusione e stabilità della precedente generazione potrà davvero contribuire ad accrescere la competitività anche dell’agricoltura nell’ambito dell’intero settore produttivo italiano».