Cosa stabilisce la Finanziaria appena approvata? Un’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell’attività nelle ZES ridotta del 50%.

La ZES è una zona economica speciale, ossia una regione geografica dotata di una legislazione economica differente dalla legislazione in atto nella nazione di appartenenza. In queste aree è garantita la possibilità di derogare dalle leggi vigenti nell’ambito delle ordinarie politiche nazionali. Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2018 n.12, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.47 del 26 febbraio 2018 è stata determinata la possibilità di individuare come regioni in transizione in cui istituire le ZES: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tali aree potranno essere destinatarie di specifiche agevolazioni fiscali come il credito di imposta e di semplificazioni burocratiche da realizzarsi intorno ad aree portuali che presentino le caratteristiche di porti di rilevanza strategica.

Cosa stabilisce la Finanziaria appena approvata? Un’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell’attività nelle ZES ridotta del 50%.

La Legge 178/2021 appena approvata ha previsto all’art.1 comma 173 la DETASSAZIONE PER GLI INVESTIMENTI NELLE ZES.

Il comma 173 recita: “Per le imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica nelle Zone economiche speciali (ZES) istituite ai sensi del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, l’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell’attività nella ZES è ridotta del 50% a decorrere dal periodo d’imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i sei periodi d’imposta successivi.

Imposte dimezzate per 7 anni nelle ZES

Potrebbe essere utile –per una grande impresa – avviare un progetto come “ZES” non tanto per il beneficio del credito di imposta (la cui percentuale non varierebbe e risulterebbe sempre del 25% al pari di quella concessa ricorrendo al Credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno ex L.208/2015) bensì per ottenere il dimezzamento delle imposte per 7 anni (oltre alla possibilità confermata con la L178-2020 di poter proporre un investimento fino a 50 milioni di euro).

Occorrerà aspettare gli sviluppi con i decreti attuativi. Stando al tenore letterale del testo sembrerebbe chiaro che si debba insediare una nuova impresa la quale debba poi prendere degli obblighi (definiti dai commi 174-176) in termini di mantenimento dei livelli occupazionali e permanenza sul territorio per 10 anni.

Decontribuzione Sud

I commi 161-169 di quella che è nominata “Legge di Bilancio” prevedono per il periodo 2021-2029 un esonero contributivo parziale in favore dei datori di lavoro del settore privato che operino nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Lo sgravio è pari al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025; al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027; al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Per il periodo 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021 la misura è concessa in conformità alQuadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 “(C/2020 /1863 del 19 marzo 2020 e successive modificazioni).

Mentre per il periodo successivo (1°luglio 2021-31 dicembre 2029) l’agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Un’importante opportunità quindi, per le Regioni del Sud ma anche per chi voglia investire con sgravio dei contributi previdenziali. Ciò in vista di una “riduzione della pressione fiscale e contributiva” ma soprattutto con l’obiettivo di una coesione territoriale. Interessanti anche i commi 185, 188 che prevedono una proroga del credito d’imposta potenziato per le attività di ricerca e di sviluppo nelle aree del Mezzogiorno e la promozione della costituzione di Ecosistemi dell’innovazione attraverso la riqualificazione o la creazione di infrastrutture materiali ed immateriali. Attività, queste, nelle quali i liberi professionisti qualificati saranno protagonisti. E, con loro, gli imprenditori che sapranno avvalersi della loro esperienza sul campo maturata nel corso degli anni.

Maria Chiara Di Carlo

Articolo realizzato con la consulenza del dott. Luigi Lavecchia – per qualsiasi dubbio o approfondimento è possibile contattare il dott. Lavecchia all’indirizzo: studio.lavecchia@gmail.com

Per ulteriori approfondimenti consigliamo la lettura degli articoli

Industria 4.0 e “Bonus investimenti Sud” sono cumulabili .

Come utilizzare l’agevolazione Bonus Sud?