Indicazioni pratiche per accedere all’agevolazione Bonus Sud (Credito d’Imposta per investimenti nel Mezzogiorno): modalità e limiti

Con la Legge di stabilità 2016 è stato introdotto, per gli anni dal 2016 al 2019, un credito a favore delle imprese che acquistino beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. L’investimento lordo ammissibile all’agevolazione è pari al costo complessivo delle acquisizioni di macchinari, impianti e attrezzature varie agevolabili. Deve inoltre essere decurtato degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta relativi ai medesimi beni appartenenti alla struttura produttiva nella quale si effettua il nuovo investimento.

Per gli investimenti realizzati tramite leasing rileva il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Occorre portare in diminuzione (dal costo complessivo dei beni agevolabili acquisiti nel periodo d’imposta) anche gli “ammortamenti figurativi” relativi ai beni appartenenti non solo alle categorie agevolabili ma anche detenuti in leasing ed utilizzati nella medesima struttura produttiva.

Limiti di investimento

La quota di costo complessivo dei beni agevolabili deve essere al massimo pari a 1,5 milioni di euro per le piccole imprese; 5 milioni di euro per le medie imprese; 15 milioni di euro per le grandi imprese.

Come è stata modificata la disciplina del Credito con il Decreto Legge n.243 del 2016?

Il decreto legge n. 243 del 2016 ha modificato la disciplina del Credito, prevedendo tra l’altro:

  • l’estensione dell’agevolazione all’intero territorio della regione Sardegna;
  • l’innalzamento delle aliquote del Credito che sono stabilite nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020;
  • l’aumento dell’ammontare massimo agevolabile per ciascun progetto di investimento;
  • la cumulabilità del Credito con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis

Tali modifiche sono entrate in vigore a decorrere dal 01.03.2017. Risulta molto più conveniente considerare progetti avviati a partire da tale data in quanto le percentuali di agevolazione sono diventale le seguenti:

  • 45% per le piccole imprese, con un massimale di investimento di 3 milioni di euro;
  • 35% per le medie imprese, con un massimale di investimento di 10 milioni di euro;
  • 25 % per le grandi imprese, con un massimale di investimento di 15 milioni di euro

 

Non occorre più la complessità di confronto tra il valore degli investimenti e l’ammortamento dei beni della stessa categoria per accedere all’agevolazione fiscale in oggetto. Inoltre, per una grande impresa, l’intensità passa dal 10% (della differenza tra investimento e ammortamenti della categoria) al 25% sull’investimento effettuato (senza ulteriori decurtazioni). Il massimale è rimasto, per le grandi imprese, invariato a 15 milioni di euro per singolo progetto.

Come fruire dei vantaggi legati al credito d’imposta

Per fruire del credito d’imposta i soggetti interessati devono presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione nella quale devono essere indicati i dati degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione. Quest’ultima è comunicata dall’Agenzia delle Entrate in via telematica mediante un’apposita ricevuta. La quale è resa disponibile nella sezione “Ricevute” dell’area autenticata dei Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate, cui si accede inserendo le credenziali di accesso (nome utente, password, codice PIN).

Per trovare la ricevuta, si consiglia di selezionare la voce ‘Ricerca ricevute’ e di impostare la ricerca inserendo nell’apposito campo il numero di protocollo telematico di ricezione della comunicazione (CIM 17) presentata in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Nella sezione sono comunque specificati altri metodi di ricerca utilizzabili.

Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Ciò a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta.

Una materia complessa quindi, suscettibile di continue modifiche e soggetta all’applicazione di diverse procedure. Per godere dei molteplici vantaggi legati al credito d’imposta appare quindi particolarmente utile almeno una consulenza da parte di un libero professionista. Che possa aiutare ad evitare quantomeno il rifiuto dell’operazione di versamento.

Maria Chiara Di Carlo

Articolo realizzato con la consulenza del dott. Luigi Lavecchia – per qualsiasi dubbio o approfondimento è possibile contattare il dott. Lavecchia all’indirizzo: studio.lavecchia@gmail.com

 

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