La Legge di Bilancio 2021 presenta una serie di novità, relative ai beni strumentali, da valutare con attenzione per non compromettere le agevolazioni

Sia la Legge di Bilancio 2020 – approvata più di un anno fa – che quella 2021 hanno confermato la possibilità per le imprese di accedere a un credito di imposta per gli investimenti i beni strumentali nuovi.

Tra le due versioni, però, ci sono alcune differenze:

Il credito d’imposta beni strumentali 2020 contempla tra i suoi destinatari le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Il periodo di riferimento per gli investimenti è dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020; se effettuati oltre il 30 giugno 2021. A condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti pari al 20% del costo di acquisizione.

Inerentemente alla percentuale del credito di imposta si distinguono diverse percentuali:

  • 6% per i beni strumentali nuovi (quindi dei beni che precedentemente rientravano nel c.d.”super ammortamento”);
  • 20% (per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro) o 40% (per investimenti fino a 2,5 milioni di euro) per i beni rientranti nel piano Industria 4.0 o iper ammortamento;
  • 15% per i beni immateriali rientranti nell’allegato B di cui alla Legge di Bilancio 2017.

Stessi beni, ma crediti diversi

Il credito di imposta beni strumentali 2021 prevede tra i suoi destinatari tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Ciò indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa. Il periodo di riferimento per gli investimenti è dal 16 novembre 2020 e fino al 31dicembre 2022 ovvero entro il 30 giugno 2023 (a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore con acconto del 20% del costo di acquisizione). Diverse sono le percentuali:

  • Per i beni strumentali (materiali) nuovi la nuova percentuale di credito d’imposta sarà pari al 10%;
  • Per i beni immateriali di cui all’ex iper ammortamento o piano Industria 4.0 la nuova percentuale sarà del 50% (per investimenti fino a 2,5 milioni di euro); del 30% (per investimenti sopra 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro) e del 10% (per investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro);
  • per i beni immateriali di cui all’allegato B della Legge di Bilancio 2017 la nuova percentuale sale al 20%.

 

Modalità di utilizzo della Legge di Bilancio

Diverse sono le modalità di utilizzo dei due crediti di imposta per investimenti in beni strumentali.

Secondo le regole della Legge di Bilancio 2020 il credito di imposta è utilizzabile solo in compensazione, in 5 quote annuali dello stesso importo, che solo in alcuni casi vengono ridotte a 3, a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni o a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni.

Secondo quanto stabilito per il 2021, il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni o a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni, ma per gli investimenti in beni strumentali effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante ai sensi del comma 1054 ai soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.

Attenzione alla dicitura

Un aspetto importante è quello della dicitura da apporre sulle fatture.

Per gli investimenti effettuati nel 2020 la dicitura è: Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 184-194, Legge 160 del 27.12.2019”.

Per gli investimenti effettuati nel 2021-2022 la dicitura è: Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 1054-1058 della legge 178 del 30/12/2020”.

Collegamenti e differenze, dunque, che spesso possono essere colti soltanto dall’occhio attento ed allenato di ogni libero professionista che operi sul campo. Lo scarto di vantaggio tra gli investimenti effettuati nel 2020 che verranno intrapresi nel 2021 – 2022 si giocherà tutto sul perfetto connubio tra competenza ed esperienza.

Maria Chiara Di Carlo

Articolo realizzato con la consulenza del dott. Luigi Lavecchia – per qualsiasi dubbio o approfondimento è possibile contattare il dott. Lavecchia all’indirizzo: studio.lavecchia@gmail.com

 

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