Il provvedimento del 9 marzo introduce modificazioni al modello di comunicazione per la fruizione del credito di imposta legato al Bonus Sud

Nel Provvedimento del 9 marzo 2021  sono state previste modificazioni al modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, con particolare attenzione al cosidetto Bonus Sud. Soprattutto nei comuni del sisma del Centro-Italia e nelle zone economiche speciali (ZES). Le versioni aggiornate del modello di comunicazione e del relativo prodotto di compilazione CIM17, disponibili a partire dal 31 marzo 2021, consentono ai destinatari dei crediti d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno di indicare nella comunicazione anche gli investimenti da realizzarsi dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.

In più: la Legge di bilancio per il 2021 (articolo 1, comma 171, legge n. 178 del 2020) ha disposto la proroga del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Nel provvedimento del 9 agosto 2019, infine, sono state contemplate modificazioni al modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Ma cosa si intende per bonus Sud? Con la Legge di stabilità 2016 è stato introdotto, per gli anni dal 2016 al 2019, un credito a favore delle imprese che acquistino beni strumentali nuovi (impianti, attrezzature e macchinari) destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Abruzzo.

Cosa è diventato ora il Bonus Sud e perché è diventato più appetibile

Il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno (bonus sud) ha subito varie modifiche dalla sua formulazione originaria (L.208/2015) ed ora risulta assai più appetibile.

Questo perché il decreto legge n. 243 del 2016 ha introdotto, a partire dal 01.03.2017, le seguenti rilevanti modifiche alla disciplina:

  • l’estensione dell’agevolazione all’intero territorio della regione Sardegna;
  • l’innalzamento delle aliquote del Credito che sono stabilite nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020;
  • l’aumento dell’ammontare massimo agevolabile per ciascun progetto di investimento;
  • la cumulabilità del Credito con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis, nei limiti dell’intensità o dell’importo di aiuti più elevati consentiti dalla normativa europea.

Nuovi massimali

È cambiata quindi sia la modalità di calcolo del credito, sia l’intensità di aiuto che i massimali di investimento per dimensione di impresa. Ecco perché è molto più conveniente considerare progetti avviati dal 01.03.2017 in quanto le percentuali di agevolazione sono diventale le seguenti:

  • 45% per le piccole imprese, con un massimale di investimento di 3 milioni di euro;
  • 35% per le medie imprese, con un massimale di investimento di 10 milioni di euro;
  • 25 % per le grandi imprese, con un massimale di investimento di 15 milioni di euro.

È stata dunque eliminata la difficoltà derivante dal confronto tra il valore degli investimenti e l’ammortamento dei beni della stessa categoria. Inoltre sono raddoppiati i massimali per progetti di piccole e medie imprese e l’intensità di aiuto è stata significativamente innalzata.

Cumulabilità Bonus Sud con credito 4.0

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Sul punto si veda Risposta n. 360 del 16.09.2020: «il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto»).

Attenzione alle modalità di individuazione del «cumulo». Se a richiedere bonus sud e Credito 4.0 è una società di persone è pressoché automatico il superamento del 100% del costo sostenuto (e molto probabile anche per società di capitali). Soprattutto se si tratti di piccole o micro imprese. E quindi se l’intensità del bonus sud raggiunga il livello massimo del 45% e il credito 4.0 (in presenza di investimenti fino a 2,5 milioni di euro) per il 2021 sia pari al 50%.

Molte le insidie, dunque, presenti nella normativa. In particolare in quanto alla cumulabilità ed alle modalità di individuazione del cumulo. È in un simile contesto che la preparazione di un libero professionista fa la differenza, soprattutto se supportata dall’esperienza.

L’argomento Bonus Sud è stato approfondito da Luigi Lavecchia, dottore commercialista specializzato in finanza agevolata, nel corso del webinar del 25 marzo “Trattamento e movimentazione delle acque. Industria 4.0 è un’opportunità?” .

Il webinar integrale è disponibile a questo link. Slide e guida aggiornata sulle modalità di accesso al Credito d’Imposta 4.0 per la depurazione possono essere chieste scrivendo una mail all’indirizzo agevolazioni4.0@bitmat.it

 

Maria Chiara Di Carlo